La valutazione organolettica

Operazioni preliminari
Si mette una piccola quantità di olio in un bicchiere scuro, lo si copre con una mano e con l’altra si cerca di portarlo alla temperatura corporea, tenendo il bicchiere ben stretto. Agitandolo delicatamente bisogna far aderire l’olio su tutta la superficie del bicchiere.

La prova visiva
Nella valutazione di un olio l’aspetto visivo non ha importanza in quanto il colore non indica la qualità ma il sistema di produzione o la varietà di olive lavorate.

La prova olfattiva
Quando la differenza di temperatura tra olio e mano è minima, si avvicina il bicchiere al naso e si annusa in modo rapido e profondo. Già dal profumo si può valutare la fragranza del fruttato, mentre tra gli odori meno gradevoli si possono riconoscere i difetti (muffa, riscaldo, agro, ecc…). E’ molto importante effettuare un’analisi sensoriale dell’olio extravergine di oliva seguendo le regole scientifiche e procedurali stabilite. E’ necessario per riconoscere le qualità e caratteristiche, positive e negative dell’olio extra vergine di oliva che si sta esaminando; ne esistono molte altre dovute alla regione di provenienza o al tipo di cultivar usata, ma anche la scheda della gazzetta ufficiale riporta quelle sottostanti perché maggiormente significative. La Commissione Europea, con regolamento 769/2002, ha stabilito il metodo per la valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli extravergini di oliva.

Ancora oggi mi diverto a classificare gli oli extravergini che mi acquisto o che mi trovo ad assaggiare…a volte si hanno sorprese e forse un giorno scriverò la mia opinione degli oli che troviamo al supermercato!

Io ho la fortuna di avere a disposizione un olio extravergine di oliva DOP coltivato da alcuni amici di famiglia e posso dire che rispetto a molti oli che si trovano in commercio è davvero molto molto superiore!

La valutazione organoletticaultima modifica: 2016-03-28T18:40:06+02:00da Luca.Beretta_71
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